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Firenze ha già tolto 10.000 mq di asfalto per respirare meglio

Ogni metro quadrato di pavimentazione impermeabile rimossa è un atto di democrazia ambientale e un investimento per la nostra città: meno calore e un'aria più fresca, per tutti.

Avete mai fatto caso a quanto scotta il marciapiede sotto i piedi in una giornata di luglio in Piazza Annigoni o lungo Viale Guidoni? Non è solo un’impressione: è l’effetto delle superfici scure e impermeabili, vere e proprie “coperte” che imprigionano il calore e poi lo restituiscono  contribuendo al rialzo delle temperature dell’aria.

Per contrastare questo fenomeno, il nuovo Piano del Verde e degli Spazi Aperti (Piano IRIS) del Comune di Firenze ha messo al centro una strategia vitale: la depavimentazione (o depaving). 

Ma di cosa si tratta esattamente e perché è la chiave per una città più fresca e sicura?

Che cos’è la depavimentazione?

In parole semplici, depavimentare significa “liberare il suolo”. Si tratta di rimuovere lo strato impermeabile, come asfalto, pietra, gomma colata,  da aree che non ne hanno strettamente bisogno — come parcheggi, spartitraffico o giardini e parchi pubblici— per sostituirle con pavimentazioni drenanti e più chiare quindi capaci di evitare il surriscaldamento contribuendo altresì alla rinaturalizzazione di parti della città.

Non è solo un vezzo estetico ma una precisa visione scientifica per trasformare Firenze in una “Città Spugna”: un luogo capace di assorbire l’acqua piovana, riducendo il rischio di allagamenti.

La Vicesindaca di Firenze e Assessora all’Ambiente, Paola Galgani

Perché è fondamentale per Firenze?

  1. Gestione delle piogge: Negli ultimi anni le piogge estreme sono diventate più intense e improvvise, causando sempre più spesso allagamenti localizzati anche perchè l’asfalto e le superfici impermeabili impediscono all’acqua di infiltrarsi nel terreno. Il risultato? Le reti di drenaggio vanno in crisi, l’acqua finisce in strada soprattutto in aree fortemente antropizzate e più esposte come il centro storico e i quartieri di Rifredi e Novoli.  L’incremento della capacità di drenare mediante interventi di depavimentazione o l’adozione di soluzioni basate sulla natura, quali trincee drenanti, “rain gardens” o “bioswales”, permette alla città di avere un comportamento come quello di  una spugna, riducendo il carico sulla rete fognaria.
  2. Mitigazione termica: I dati del Piano indicano che nelle aree ad alta densità di asfalto (come alcune zone del Quartiere 5 o del Quartiere 1), le temperature estive possono essere di diversi gradi superiori rispetto alle zone collinari anche a causa del fenomeno delle notti tropicali (notti in cui la temperatura minima non scende sotto i 20°C) a causa del calore rilasciato durante la notte che le superfici scure hanno assorbito durante il giorno. La depavimentazione e l’utilizzo di superfici chiare abbatte drasticamente questo accumulo di calore. 

Cosa prevede il Piano del Verde?

Il Comune di Firenze ha individuato diverse aree dove “rimuovere l’asfalto” per creare nuovi micro-parchi urbani e corridoi ecologici.

Il dato più significativo del Piano del verde è l’impegno a rendere permeabili più superfici possibili. Si è già arrivati a 10.000 metri quadrati di superfici in parchi, giardini e aree verdi attualmente asfaltate e si va avanti per raggiungere obiettivi sempre più grandi 

L’obiettivo del Piano del Verde e degli Spazi Aperti – IRIS è semplice: far assorbire più acqua piovana dal terreno e ridurre il calore che le superfici asfaltate rilasciano in città, soprattutto durante le ondate di caldo estive. 

Per ridurre davvero il rischio di allagamenti e l’effetto “isola di calore”, non basta intervenire nei parchi: bisogna agire anche su parcheggi, strade e piazze, soprattutto nelle aree più esposte. 

Per questo si stanno adottando soluzioni innovative per sostituire le pavimentazioni impermeabili con materiali più permeabili e riflettenti, capaci di far filtrare l’acqua, limitare gli allagamenti e abbassare la temperatura urbana. 

Tra le alternative più efficaci ci sono pavimentazioni con materiali naturali e drenanti o masselli posati su sabbia, preferendo colori chiari che riflettono il sole. Le superfici che necessariamente devono essere in asfalto possono essere affiancate da sistemi di drenaggio come trincee parallele al tracciato riempite di materiali inerti oppure rain gardens cioè leggere depressioni del terreno riempite con specie vegetali specifiche, progettate per raccogliere, filtrare e assorbire l’acqua piovana.

Un’altra azione importante è liberare il terreno attorno agli alberi stradali, creando aiuole allo stesso livello del piano stradale che permettano all’acqua di infiltrarsi, contribuendo anche a migliorare le condizioni del terreno che ospita gli alberi. 

Anche le pavimentazioni in gomma o gomma colata usate come smorzacadute sotto i giochi possono essere sostituite con soluzioni naturali e permeabili, quali la corteccia o la ghiaia. Tutti questi interventi sono previsti tra le azioni del Piano del Verde e puntano a rendere la città più resiliente e vivibile.

La Sindaca di Firenze Sara Funaro e la Vicesindaca e Assessora all’Ambiente Paola Galgani durante un intervento di depavimentazione

Tre vantaggi della depavimentazione

  1. Addio “effetto isola di calore”: L’asfalto assorbe la radiazione solare e la rilascia durante la notte, creando le cosiddette notti tropicali.
  2. Meno allagamenti: Quando piove forte, l’acqua che cade sull’asfalto non viene assorbita e sovraccarica le fogne, causando allagamenti lampo. Il suolo “liberato” e l’adozione di soluzioni basate sulla natura quali trincee drenanti e rain gardens, agiscono come una spugna, assorbendo la pioggia e mitigando gli effetti degli eventi meteorologici estremi.
  3. Biodiversità e benessere: Più terra libera significa più spazio per le radici degli alberi (che crescono meglio e vivono più a lungo) e più ossigeno per noi. Senza contare che vivere vicino a uno spazio verde riduce lo stress e migliora l’umore.

Esempi concreti: Dove vedremo il cambiamento?

Il Piano individua interventi mirati per abbattere le “isole di calore” e per migliorare l’intercettazione delle acque piovane in occasione di eventi meteorologici estremi:

Parco delle Cascine

  • Possibilità di riportare i percorsi all’originale naturalità.
  • Soluzioni innovative per sostenere uso intenso: area campione realizzata al Galoppatoio dei Barberi (2023) con nuova pavimentazione a triplo strato e trattamento di depolverizzazione superficiale e contestuali trincee drenanti ai lati per contenere il dilavamento delle piogge.

Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto

  • Rimozione di quasi 1’000 m2 di asfalto di più di 30 cm di spessore.
  • Pavimentazione drenante in autobloccanti per i percorsi.
  • Nuovi elementi ludici con pavimentazione smorzacadute in corteccia di pino.

Giardino Ex Campeggio Michelangelo

  • Rimozione dell’asfalto e ripristino dei camminamenti interni
  • Regimentazione delle acque piovane mediante la realizzazione di due rain gardens e di trincee drenanti lungo i percorsi principali