Editoriali

Verso la prima Assemblea cittadina per il Clima di Firenze

Cento persone che scriveranno una nuova mappa per il futuro di Firenze
Articolo Assemblea Cittadina per il Clima di Firenze

La transizione ecologica per contrastare la crisi climatica sarà efficace solo se sarà giusta e può essere giusta solo se sarà in grado di accogliere la voce delle persone, i loro bisogni e le loro idee.

È per questo motivo che esiste il progetto Firenze per il clima: creare strumenti di dibattito e di partecipazione lungo questo percorso. Firenze è tra le cento città europee che raggiungeranno per prime la neutralità climatica, nel 2030.

Questo è un cambiamento che non può essere soltanto calato dall’alto ma che deve ricevere anche contributi sostanziali dal basso.

La mitigazione e l’adattamento alla crisi climatica sono un progetto comune della città e dei suoi abitanti. Per unire questi livelli serve anche innovazione sociale, trovare nuovi canali per inserire le persone dentro i processi pubblici.

Uno degli strumenti di partecipazione più importanti prenderà il via il 23 novembre, quando partirà la Prima Assemblea cittadina per il Clima. Cento persone si riuniranno in due occasioni nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per discutere insieme dei temi chiave del clima e fare le proprie proposte alla città. Diventeranno co-creatori del futuro di Firenze.
 

Da qualche anno le assemblee dei cittadini sono diventate una realtà in Europa. Sono uno strumento innovativo, una sperimentazione istituzionale collettiva per includere nelle decisioni e nei processi politici persone che non hanno incarichi istituzionali e che vengono coinvolte come rappresentanti della cittadinanza.

Queste assemblee sono una nuova forma di collaborazione democratica: il clima è un bene comune, i cambiamenti climatici colpiscono tutti e la transizione riguarda tutti, questa è la sfida di ogni fiorentino e ogni fiorentino deve potersi sentire incluso.

Dato che è impossibile consultare centinaia di migliaia di persone, l’idea delle assemblee è costruire un campione di persone estratte a sorte, che rappresentino le classi di età e sociali, i generi, le storie umane, le aree e le provenienze, in modo da ridurre gli angoli ciechi democratici e per far si che nessun bisogno venga escluso dalle trasformazioni urbane. L’assemblea dei cittadini più famosa è stata la Convention citoyenne pour le climat, l’assemblea voluta dal presidente francese Emmanuel Macron nel 2019 per fare proposte al parlamento sulla transizione ecologica del paese. Tutte le idee della convenzione francese sono state discusse e alcune sono diventate leggi. Da allora però la scala di assemblea cittadina più usata è stata quella urbana, la più vicina alle persone e alle loro esigenze. In Italia abbiamo gli esempi di Milano e Bologna, ma ci sono state esperienze di questo tipo nelle città spagnole, portoghesi, svizzere, in Irlanda, in Belgio.
 

La prima assemblea dei cittadini fiorentina si svolgerà in due momenti: il 23 novembre e il 6 dicembre. Questo lavoro, coordinato da facilitatori e col contributo di formatori, esperti e tecnici del comune, solleverà temi, raccoglierà le esigenze ecologiche e ambientali e soprattutto produrrà delle proposte concrete che poi il Comune di Firenze valuterà nel merito.

Il processo di selezione dei partecipanti all’assemblea, fatto insieme all’Ufficio statistico di Firenze, è partito da tempo: sono state inviate a sorteggio diecimila lettere di invito a partecipare. A partire da chi ha risposto a questa prima chiamata è stata poi formata l’assemblea di cento persone.

I membri discuteranno e faranno proposte sui quattro temi chiave della transizione ecologica: la mobilità, l’economia circolare, l’energia e il verde urbano.

Il filo comune ai quattro temi sarà la giustizia sociale. I componenti dell’assemblea saranno invitati a riflettere su qual è il modo migliore per far si che la trasformazione ecologica possa rendere Firenze una città più giusta e democratica? In che modo saranno rispettati di più i diritti sociali e intergenerazionali?
 

Il senso dell’assemblea è che sia rappresentativa della città, per questo motivo è stata prestata molta attenzione a come è composta: ci saranno 70 cittadini selezionati in base a criteri di età, genere e quartiere di residenza. Poi ci saranno altri 15 cittadini pescati solo nella fascia anagrafica che va dai 15 ai 29 anni, in modo che i giovani siano particolarmente rappresentati, visto che qui si sta immaginando la Firenze del futuro e che saranno loro a vivere la città più a lungo. Poi ci saranno dieci persone che rappresentano categorie sociali vulnerabili, come le famiglie con un solo genitore, le persone che non studiano né non lavorano, i non proprietari di casa, chi non ha la cittadinanza italiana. A completare i cento dell’assemblea poi ci saranno cinque persone non residenti in città, ma che la vivono quotidianamente, city user per motivi di studio, lavoro o altro. Dal momento che non rientrano nelle statistiche ufficiali del comune, quest’ultimo pezzo di campione viene completato con candidature spontanee. Cento persone che scriveranno una nuova mappa per il futuro di Firenze.