Editoriali

La crisi climatica è una crisi sanitaria

Con 18mila morti, nell'estate 2022 l'Italia è stata il paese con più morti di caldo d'Europa.

Di recente è stato pubblicato il Lancet Countdown 2023, il più autorevole studio annuale sulle intersezioni tra il cambiamento climatico e la salute globale.

La crisi climatica è un enorme problema per la salute per le persone. Lo sarà nel futuro, ma lo è anche già oggi, nel presente. Di clima si sta male e di clima si muore, anche in Italia, anche a Firenze. È per questo che decidere di agire per mitigare il riscaldamento globale e contemporaneamente adattare le nostre città è qualcosa che andrà innanzitutto nella direzione del benessere umano fisico e mentale. Al Lancet Countdown 2023 hanno lavorato 114 scienziati da 52 istituti di ricerca e agenzie Onu. È per questo che dobbiamo leggerlo con tanta attenzione: è il meglio della scienza che abbiamo a nostra disposizione su questo tema. 

«I cambiamenti climatici impattano sempre di più sulla salute e sulle possibilità di sopravvivenza delle persone. Questi effetti potrebbero peggiorare rapidamente se non agiremo».

Quando si parla di pericoli sanitari e clima, bisogna necessariamente partire dalle ondate di calore. Gli adulti sopra i 65 anni e i neonati con meno di un anno di vita sono le categorie più a rischio. Un bambino nato nel 2023 affronterà il doppio di giornate climaticamente pericolose per la sua salute di un bambino nato nel 1986. Le morti degli anziani a causa di colpi di calore sono aumentate dell’85 per cento rispetto all’ultimo decennio del secolo scorso.

Nel Lancet Countdown non ci sono dati su città specifiche, ma possiamo pescare informazioni utili da altri studi, come quello coordinato dall’Istituto di Barcellona per la Salute Globale (pubblicato sempre su Lancet), secondo cui il 4 per cento della mortalità estiva nelle città europee è causato da isole di calore. Secondo questa ricerca, aumentando la copertura arborea si salverebbero migliaia di vite ogni anno nelle città europee. Con 18mila morti, nell’estate 2022 l’Italia è stata il paese con più morti di caldo d’Europa. 

Alcune dinamiche sanitarie da crisi climatica colpiscono le nazioni più vulnerabili. È quello che ci dice il dato sull’aumento delle aree in siccità su scala globale, cresciuto dal 18 per cento al 47 per cento. La siccità mette a rischio l’accesso all’acqua, ma anche quello al cibo: nell’ultimo anno su cui sono disponibili dati (il 2021) 127 milioni di persone più sono state spinte nella fame dal cambiamento climatico: un dato che va inquadrato anche nella prospettiva delle migrazioni ambientali e climatiche, destinate a crescere vertiginosamente nel corso dei prossimi decenni. In Europa e in Italia invece dobbiamo fare attenzione alla diffusione inedita di malattie infettive pericolose per la salute, come dengue, malaria, virus del Nilo occidentale. 

Come la pandemia, ma su tempi più lunghi: i cambiamenti climatici creeranno grandi difficoltà operative agli ospedali e ai pronto soccorso. Secondo Lancet, il 27 per cento delle città analizzate ha dei sistemi sanitari non attrezzati a reggere il salire dell’onda dei problemi climatico-sanitari. Sono poi da non sottovalutare le interazioni tra i cambiamenti climatici e l’inquinamento, anche perché le auto termiche contribuiscono contemporaneamente a entrambe le crisi.

Decarbonizzare i trasporti – promuovendo allo stesso tempo il trasporto pubblico e la transizione all’elettrico – permetterebbe di affrontarle entrambe, e aiuterebbe a ridurre effetti che ormai hanno proporzioni spaventose. Secondo Lancet l’inquinamento atmosferico da PM2.5 provoca 460mila morti all’anno. E l’Italia è uno dei paesi più colpiti: nel nostro paese ci sono 53mila decessi prematuri da inquinamento ogni anno. 

Il 17 novembre 2023 è una data che dovremmo tutti ricordare: per la prima volta nella storia dell’umanità abbiamo superato la soglia di aumento delle temperature di 2°C rispetto all’era pre-industriale.

Non è ancora il fallimento di tutti i piani contro il riscaldamento globale: per rendere lo sforamento definitivo la soglia dovrà essere superata per anni e non per un solo giorno. Rimane però un segnale preoccupante, anche perché è arrivato decisamente in anticipo sui tempi.

Lancet Countdown 2023 ci dice con chiarezza cosa accadrebbe se superassimo quella soglia in modo stabile: le morti di caldo aumenterebbero del 370 per cento, la perdita di ore lavoro a causa delle temperature troppo elevate raddoppierebbe, mettendo in ginocchio le economie dei paesi più caldi. Mezzo miliardo di persone in più inizierebbero a soffrire la fame. Malattie come la dengue crescerebbe del 37 per cento. È questo il mondo verso il quale stiamo correndo: investire sulla lotta alla crisi climatica è sempre più urgente. Scegliere di farlo attraverso la tutela della salute secondo Lancet è un modo per mettere la persona umana al centro della transizione e renderla giusta e socialmente sostenibile.